5 Miti sulle tasse a Dubai

5 Miti sulle tasse a Dubai

Da sempre osservata con grande curiosità e timore al tempo stesso dall’occhio esterno, Dubai è una città che nell’immaginario collettivo è stata consacrata come terra di grandi speranze economiche e della fiscalità azzerata. Questo è dovuto soprattutto all’immagine che la città degli Emirati Arabi Uniti ha trasmesso di sé negli anni, quella di un polo economico e di innovazione con pochi rivali al mondo. Di conseguenza sono molti i miti che si sono succeduti relativi alla città, tra cui sicuramente i miti sulle tasse a Dubai. Tra questi quello più interessante è senza dubbio quello legato alla presenza di aree defiscalizzate, definite Free Zone, all’interno delle quali è possibile fondare una società esente da imposte.

  1. Le società free zone

Ma cosa si intende con esattezza per aree Free Zone e in che modo l’avvio di un’impresa in una di queste aree è legata ai miti sulle tasse a Dubai? Le Free Zone, come è facile intuire dal nome stesso, sono delle “zone libere” che nascono a Dubai con l’obiettivo di promuovere gli investimenti esteri. Per attrarre questi investimenti il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato vista a queste aree in cui gli investitori possono approfittare di diversi vantaggi, oltre alla defiscalizzazione. Innanzitutto coloro che avviano un’impresa all’interno della Free Zone non hanno l’obbligo di avere un socio emiratino, e quindi hanno la possibilità di detenere la totalità delle quote societarie, inoltre possono godere dell’assenza di tassazione sul reddito societario ed eventualmente rimpatriare i capitali investiti. Nonostante i numerosi vantaggi, la Free Zone comporta anche qualche svantaggio, relativo in modo particolare al fatto che il tempo di attesa è medio-lungo e sarà possibile operare soltanto entro i limiti imposti dalla Free Zone stessa. Alle Free Zone è poi legato uno dei principali miti sulle tasse a Dubai, ovvero la possibilità di avviare un’impresa negli Emirati Arabi Uniti pur mantenendo la residenza in Italia. Oltre a trattarsi di una strategia rischiosa, chi opta per questa soluzione può incappare anche in pesanti sanzioni che possono arrivare fino al 240% delle imposte non versate in Italia.

  1. Le novità fiscali a Dubai e le esenzioni

Con l’arrivo del 2023 saranno diversi i cambiamenti economici e finanziari che interesseranno la città di Dubai. Il Ministero delle Finanze degli Emirati Arabi Uniti ha infatti deciso di introdurre un’imposta sugli utili delle imprese che fino ad oggi godevano di numerose agevolazioni. Questa novità tuttavia non deve essere motivo di preoccupazione, perché oltre a non riguardare le imprese delle Free Zone si applica esclusivamente ad imprese con un fatturato superiore ai 375.000 Dirham con un’aliquota del 9%, tra le più basse del mondo. Nonostante le imprese delle Free Zone non siano interessate in modo diretto da questa nuova tassazione, sarà necessario per queste attenersi ad alcuni iter burocratici, come ad esempio la registrazione e la presentazione della dichiarazione dei redditi. A non essere toccati dalla tassazione sono infine le persone fisiche non residenti, vale a dire tutti gli stranieri che investono in imprese degli Emirati Arabi Uniti saranno esentati. Rimane invece la tassazione obbligatoria per coloro che svolgono un’attività di impresa sul territorio.

Le motivazioni dietro alla tassazione

L’introduzione di questa tassazione, che a primo impatto può sembrare catastrofica ma in realtà rimane comunque tra le più vantaggiose del mondo, è dovuta ad una serie di motivi, primo fra tutti il desiderio del paese di soddisfare gli standard internazionali relativi alla trasparenza fiscale. Tutto ciò comporta essenzialmente due vantaggi: da un lato attirare nuovi investimenti stranieri, soprattutto grazie alla presenza della detassazione nelle Free Zone, e dall’altro consolidare gli investimenti già presenti sul territorio. L’applicazione di un’aliquota bassa inoltre, corrispondente a circa il 9%, permetterà inoltre al paese di mantenere inalterata la propria competitività sul mercato e di continuare a ricoprire una posizione di leader in materia di imprese e finanziamenti. Un motivo forse meno evidente è il desiderio del paese di diversificare la propria economia, che ancora oggi risulta essere particolarmente legata al settore degli idrocarburi. In conclusione dunque, l’utilizzo di una tassazione legata alla residenza permetterà alla città e al paese per estensione di innovare il proprio mercato mantenendo le condizioni economiche e finanziarie favorevoli per tutti gli investitori stranieri che vogliono rivolgersi agli Emirati Arabi Uniti per avviare la propria impresa. Per maggiori informazioni sulle tassazioni d’impresa leggi questo articolo su come aprire un’impresa a Dubai.

Il costo della vita a Dubai non è così alto

Che tu abbia intenzione di trasferirti a Dubai o di avviare un’impresa in questa città, oltre a conoscere le agevolazioni fiscali a tua disposizione è importante che tu raccolga informazioni sul costo della vita. Il costo della vita a Dubai è infatti particolarmente elevato, ma sia i vantaggi fiscali che lo scarso tasso di disoccupazione fanno in modo che lo stipendio ricevuto sia più che sufficiente per un tenore di vita adeguato. Tra i quartieri a basso costo più gettonati di Dubai figurano Bur Dubai, Deira, Al Satwa e Al Karama, dove è possibile trovare affitti a circa 500€, mentre quartieri come Jumeirah e Dubai Marina sono più esclusivi e costosi. Se invece non hai intenzione di trasferirti a Dubai ma hai semplicemente l’obiettivo di fondare una società in loco non dovrai preoccuparti particolarmente del costo della vita e ti sarà sufficiente informarti sulle agevolazioni disponibili e sulle novità in materia di tassazione delle imprese che entreranno in vigore a partire dal 1 giugno 2023.