Gestione e trattamento delle acque: l’impiego dei mineralizzatori negli impianti idrici

L’acqua agisce in maniera diretta sulla superficie metallica di ciascun componente interno dell’impianto idrico. Questo fenomeno elettrochimico causa il progressivo deterioramento di una tubatura o l’eventuale foratura dello scambiatore utilizzato dalla caldaia.

I fattori che alimentano la corrosione sono un valore inferiore di pH e l’anidride carbonica libera. Entrambi gli elementi favoriscono la formazione di uno strato di calcare (come quello della doccia) perché causano la graduale dissoluzione dei metalli a diretto contatto col liquido.

Così subentrano i danni che comportano la comparsa della ruggine e il calo di pressione nei circuiti idrici. La soluzione più appropriata in tal caso è la stabilizzazione dell’acqua tramite un apposito e specifico trattamento di mineralizzazione. Un processo meccanico in grado di proteggere qualunque impianto idrico dall’effetto corrosivo di un liquido non filtrato.

Le reazioni chimiche alla base dei processi di mineralizzazione

I trattamenti intrapresi per la salvaguardia della rete di distribuzione idrica contemplano il contatto diretto tra il liquido e un letto composto da materiale solido. Questo è il meccanismo che stabilizza il pH e trasforma l’anidride carbonica in bicarbonato di calcio.

Lo scioglimento avviene all’interno di un filtro realizzato con uno speciale composto granulare. Un sistema che non prevede l’impiego di una pompa elettrica per il dosaggio degli additivi, data la tempistica e la natura stessa della reazione.

I filtri realizzati con una sostanza formata da magnesio e carbonato di calcio sciolgono soltanto la quantità di acqua proporzionale alla sua acidità. Così vengono ridotti gli effetti corrosivi dei liquidi in transito nelle condutture o negli scambiatori di calore.

Ecco il processo innescato dalla Cullmite, le cui prerogative vengono elencate e descritte nella pagina web https://www.cullwatercom/trattamentiacque/mineralizzatori/ insieme alle principali applicazioni dei mineralizzatori di Cullwater.

Un’azienda italiana specializzata nel trattamento dei liquidi primari perchè solo con una composizione più equilibrata l’acqua diventa stabile e perde la propria aggressività corrosiva nei confronti dei metalli.

I processi di recupero e bonifica delle acque provenienti dai pozzi

La permanenza tra le rocce e l’assorbimento dei gas sotterranei scompensano l’equilibrio naturale dei liquidi provenienti dal sottosuolo. Durante le operazioni di prelievo l’acqua tende ad aggredire sia le valvole che le guarnizioni delle pompe sommerse.

Per preservare l’integrità dei componenti vengono installati dei filtri mineralizzatori ad alta pressione lungo la linea di ingresso del fabbricato. Questi serbatoi neutralizzano i gas corrosivi e bloccano la formazione dei residui di ruggine che possono compromettere la rete di distribuzione idrica.

Senza dimenticare i rubinetti e i filtri secondari da proteggere con un’adeguata protezione delle linee di ingresso perché i flussi dei liquidi instabili depositano dei sedimenti ferrosi sia nelle valvole che nei restringimenti delle condutture.

L’impatto dei sali di calcio e del magnesio sulla stabilizzazione dell’acqua

Gli impianti a osmosi inversa vengono utilizzati per la cura dei giardini perché producono dei liquidi puri sotto il profilo microbiologico. Tuttavia, possono risultare instabili quando i sali minerali scendono al di sotto della soglia minima necessaria per la prevenzione dei fenomeni corrosivi.

Con queste condizioni, l’acqua tende a prelevare i minerali dalle pareti dei miscelatori o dei serbatoi. Così i metalli pesanti finiscono anche nei flussi se non vengono inseriti degli stadi di rimineralizzazione tra le membrane osmotiche e i punti di accumulo delle tubature.

Gli squilibri dei liquidi prelevati dal sottosuolo vengono compensati con delle dosi calibrate di calcio e magnesio. La migliore opzione disponibile per la predisposizione di una corretta conducibilità dalla fonte al sistema di irrigazione.