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	<title>Salute Archivi - Tieniminformato</title>
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	<description>Il Blog che ti informa su tutto</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Jun 2025 10:15:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il complesso panorama dei disturbi della respirazione</title>
		<link>https://tieniminformato.it/il-complesso-panorama-dei-disturbi-della-respirazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 10:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi della respirazione comprendono una vasta gamma di condizioni che interferiscono con il normale passaggio dell’aria attraverso le vie respiratorie. Possono manifestarsi in forma acuta o cronica, essere legati a cause anatomiche, infiammatorie, allergiche o funzionali e colpire persone di tutte le età. Se trascurate, le problematiche respiratorie possono portare a complicanze importanti. Di ... <a title="Il complesso panorama dei disturbi della respirazione" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/il-complesso-panorama-dei-disturbi-della-respirazione/" aria-label="Leggi di più su Il complesso panorama dei disturbi della respirazione">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I disturbi della respirazione comprendono una vasta gamma di condizioni che interferiscono con il normale passaggio dell’aria attraverso le vie respiratorie. Possono manifestarsi in forma acuta o cronica, essere legati a cause anatomiche, infiammatorie, allergiche o funzionali e colpire persone di tutte le età. Se trascurate, le problematiche respiratorie possono portare a complicanze importanti. Di seguito vediamo alcune delle principali patologie legate alla respirazione ostruita o alterata.</p>
<h2>Rinite cronica e respirazione difficoltosa</h2>
<p>Il più comune dei disturbi respiratori è la rinite cronica, una condizione infiammatoria persistente della mucosa nasale. Può essere di natura allergica o non allergica e si presenta con sintomi quali congestione nasale, starnuti frequenti, secrezioni e, soprattutto, difficoltà respiratoria. La rinite cronica allergica si manifesta in risposta a sostanze come pollini, polveri o peli di animali, mentre la forma non allergica può derivare da agenti irritanti come fumo, cambiamenti climatici o infezioni ripetute.</p>
<p>Nei pazienti affetti da rinite cronica, la respirazione attraverso il naso diventa difficoltosa e spesso porta a respirare con la bocca, soprattutto durante il sonno. Questo comportamento può causare secchezza orale, russamento e sonno non ristoratore. La gestione della rinite cronica richiede una diagnosi accurata per individuare le cause scatenanti e l’impiego di trattamenti farmacologici mirati, quali corticosteroidi nasali, antistaminici o immunoterapia nei casi allergici più severi. <a href="https://tieniminformato.it/antistaminici-come-e-quando-usarli/">Per quanto riguarda gli antistaminici</a>, il loro utilizzo è fondamentale per bloccare la reazione allergica, e la scelta tra formulazioni orali o spray nasali dipende dalla gravità dei sintomi e dalla loro frequenza, richiedendo sempre il consiglio del medico per un uso appropriato.</p>
<h2>Apnea ostruttiva del sonno: una minaccia silenziosa</h2>
<p>Un altro disturbo respiratorio rilevante è l’apnea ostruttiva del sonno (OSA), una condizione caratterizzata da ripetute interruzioni della respirazione durante il riposo notturno. Queste interruzioni, chiamate apnee, sono causate dal collasso parziale o totale delle vie aeree superiori e comportano brevi risvegli, che spesso il paziente non ricorda. La conseguenza è una frammentazione del sonno e una significativa riduzione dell’ossigenazione sanguigna.</p>
<p>I sintomi di questa patologia includono russamento rumoroso, sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, irritabilità e, nei casi più gravi, aumento del rischio cardiovascolare. I fattori di rischio comprendono l’obesità, la conformazione anatomica della mandibola o del palato, la presenza di tonsille ipertrofiche o l’<strong>ipertrofia dei turbinati</strong>. Il trattamento dell’OSA può variare dall’adozione di uno stile di vita sano fino all’uso di dispositivi CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), che mantengono aperte le vie aeree durante il sonno.</p>
<h2><strong>Ipertrofia dei turbinati</strong>: una causa sottovalutata di ostruzione nasale</h2>
<p><a href="https://www.alessandrovalieri.it/turbinati/">L’<strong>ipertrofia dei turbinati</strong> è tra le condizioni che compromettono il flusso d’aria nasale</a>. I turbinati sono strutture ossee ricoperte da mucosa situate all’interno delle cavità nasali, il cui ruolo è riscaldare, umidificare e filtrare l’aria inspirata. Se, per motivi infiammatori, allergici o ormonali, si ingrossano possono ridurre significativamente il calibro delle vie aeree, causando un’ostruzione cronica.</p>
<p>L’<strong>ipertrofia dei turbinati </strong>è spesso associata alla rinite cronica e si manifesta con sintomi come ostruzione nasale persistente, cefalea frontale, riduzione dell’olfatto e sensazione di peso al volto. Il disturbo può influenzare il sonno e il benessere psicofisico del paziente. La diagnosi viene effettuata tramite esame endoscopico nasale o con imaging, e il trattamento può comprendere terapie locali con decongestionanti o cortisonici. Nei casi refrattari, si ricorre alla chirurgia riduttiva dei turbinati, mediante tecniche mini-invasive come la radiofrequenza o la decongestione sottomucosa.</p>
<h2>Sinusite: quando l’infiammazione blocca la respirazione</h2>
<p>La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali, cavità piene d’aria situate nel cranio attorno al naso, che comunicano con le cavità nasali e contribuiscono a regolare la temperatura e l’umidità dell’aria inspirata. La sinusite può essere acuta, se di breve durata, o cronica, quando persiste per più di 12 settimane. Le sue cause più comuni includono infezioni virali o batteriche, allergie, polipi nasali e, spesso, una concomitante <strong>ipertrofia dei turbinati</strong> o deviazione del setto nasale.</p>
<p>I sintomi principali della sinusite comprendono dolore o pressione al volto, congestione nasale, secrezione mucosa densa, cefalea, tosse e riduzione dell’olfatto. Quando la comunicazione tra seni e cavità nasali viene ostruita, si crea un ambiente favorevole alla proliferazione batterica e al ristagno di muco. La gestione della sinusite prevede una terapia antibiotica nei casi batterici, l’uso di corticosteroidi nasali, lavaggi con soluzioni saline e, nei casi resistenti, l’intervento chirurgico di tipo endoscopico per ripristinare la normale ventilazione dei seni.</p>
<h2>Asma bronchiale: una patologia sistemica con riflessi respiratori</h2>
<p>L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree inferiori, caratterizzata da iperreattività bronchiale e restringimento reversibile delle vie respiratorie. I sintomi comprendono dispnea, senso di costrizione toracica, respiro sibilante e tosse, spesso accentuati durante la notte o al risveglio. È una patologia molto comune, in crescita nei paesi industrializzati, e <a href="https://www.epicentro.iss.it/asma/epidemiologia">ha un impatto notevole, specie nei bambini e nei giovani adulti</a>. La difficoltà respiratoria nell’asma è determinata da una combinazione di infiammazione, edema e broncospasmo. Le cause includono allergeni, infezioni respiratorie, sforzi fisici, aria fredda e inquinamento. Il trattamento si basa sull’uso di farmaci broncodilatatori a breve o lunga durata d’azione e corticosteroidi inalatori. La gestione efficace dell’asma richiede un’attenta educazione del paziente e un controllo costante dei fattori scatenanti.</p>
<h2>Deviazione del setto nasale: una barriera anatomica alla respirazione</h2>
<p>La deviazione del setto nasale è una condizione anatomica in cui la cartilagine e l’osso che dividono le due narici non sono allineati correttamente. Questo può ostacolare il normale passaggio dell’aria da uno o entrambi i lati del naso, con sintomi che comprendono ostruzione respiratoria, sinusiti ricorrenti, cefalea e sensazione di naso chiuso.</p>
<p>Questa anomalia può essere congenita o il risultato di un trauma facciale. Mentre nei casi lievi il problema può essere compensato dal resto dell’apparato respiratorio, nei casi più gravi la deviazione può compromettere la ventilazione nasale, soprattutto se combinata <strong>all’ipertrofia dei turbinati</strong>. La <a href="https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/settoplastica.html">correzione chirurgica mediante settoplastica</a>  rappresenta la soluzione più efficace per ripristinare la simmetria e migliorare la respirazione.</p>
<h2>Una gestione integrata dei disturbi respiratori</h2>
<p>Per quanto eterogenei, i disturbi della respirazione condividono un denominatore comune: la compromissione del flusso d’aria, sia esso nasale o bronchiale, temporaneo o permanente. La chiave per affrontare con efficacia queste patologie sta nella diagnosi tempestiva, nell’individuazione delle cause scatenanti e in un approccio terapeutico personalizzato.</p>
<p>È anche importante considerare l’approccio multidisciplinare alla gestione dei disturbi respiratori. La collaborazione tra otorinolaringoiatri, allergologi, pneumologi e medici di base è fondamentale per garantire una presa in carico completa del paziente. Solo attraverso una visione integrata, che tenga conto non solo del sintomo ma anche della sua origine, si può restituire al paziente una respirazione libera, naturale e senza sforzo.</p>
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		<title>La visione moderna della disabilità</title>
		<link>https://tieniminformato.it/la-visione-moderna-della-disabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 15:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La disabilità è una condizione che riguarda milioni di persone in tutto il mondo e comprende una vasta gamma di limitazioni fisiche, sensoriali, cognitive e psicologiche. Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre un miliardo di persone vive con qualche forma di disabilità, ovvero, circa il 15% della popolazione globale. Le persone con disabilità possono ... <a title="La visione moderna della disabilità" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/la-visione-moderna-della-disabilita/" aria-label="Leggi di più su La visione moderna della disabilità">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La disabilità è una condizione che riguarda milioni di persone in tutto il mondo e comprende una vasta gamma di limitazioni fisiche, sensoriali, cognitive e psicologiche. Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), <a href="https://www.corriere.it/salute/disabilita/11_giugno_20/giornata-mondiale-disabilita-corcella_450f5fb0-9b28-11e0-b9a7-5cbc176a671d.shtml">oltre un miliardo di persone vive con qualche forma di disabilità</a>, ovvero, circa il 15% della popolazione globale.</p>
<p>Le persone con disabilità possono incontrare diversi ostacoli nell&#8217;accedere all&#8217;istruzione, all’occupazione, ai servizi sanitari e nella partecipazione sociale.</p>
<p>Negli ultimi decenni, la percezione della disabilità è cambiata radicalmente. Mentre in passato era vista come una tragedia personale o un problema da &#8220;curare&#8221;, oggi l’approccio è basato sui diritti umani e sull&#8217;inclusione. La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), adottata nel 2006, ha segnato un momento storico, affermando che le persone con disabilità devono avere gli stessi diritti e le stesse libertà fondamentali degli altri cittadini. Ciò ha influenzato politiche pubbliche, leggi nazionali e il modo in cui la società si rapporta con la disabilità.</p>
<p>Per una migliore comprensione e per superare definizioni superficiali, l&#8217;articolo <a href="https://tieniminformato.it/che-cose-la-disabilita-facciamo-chiarezza/">che cos’è la disabilità? Facciamo chiarezza</a> è una risorsa preziosa.</p>
<h2>Le principali tipologie di disabilità</h2>
<p>La disabilità può manifestarsi in diverse forme. Le principali categorie includono:</p>
<ul>
<li><strong>Disabilità fisiche</strong>, come quelle derivanti da lesioni spinali, amputazioni, o malattie neuromuscolari.</li>
<li><strong>Disabilità sensoriali</strong>, come la cecità, l’ipovisione, la sordità o l’ipoacusia.</li>
<li><strong>Disabilità cognitive e intellettive</strong>, come quelle causate da sindromi genetiche, danni cerebrali o disturbi dello sviluppo.</li>
<li><strong>Disabilità psichiche</strong>, legate a disturbi mentali come la depressione, la schizofrenia, o il disturbo bipolare.</li>
</ul>
<p>Ognuna di queste categorie ha le proprie specificità ma ciò che accomuna tutte le persone con disabilità è il bisogno di abbattere le barriere che impediscono la piena partecipazione alla vita sociale.</p>
<h2>L’attuale situazione in Italia</h2>
<p>Secondo gli ultimi dati ISTAT, in Italia si stima che oltre 3 milioni di persone vivano con una disabilità grave. La maggior parte di queste persone è anziana, ma vi è anche una significativa presenza di giovani e adulti in età lavorativa. Nonostante i progressi legislativi, come la Legge 104 del 1992 e la recente Legge delega sulla disabilità del 2021, molte persone con disabilità continuano a vivere situazioni di esclusione e discriminazione.</p>
<p>L’accesso ai servizi, la mobilità urbana, l’inclusione scolastica e l’occupazione rimangono ambiti critici. Ad esempio, solo una parte delle scuole italiane è realmente accessibile e dotata di strumenti adeguati per studenti con disabilità. Inoltre, il tasso di occupazione delle persone disabili è molto inferiore rispetto alla media nazionale, a causa di pregiudizi, mancanza di supporti e scarsa flessibilità del mercato del lavoro.</p>
<h2>L’assistenza alle persone con disabilità</h2>
<p>L’assistenza rivolta alle persone con disabilità è un elemento fondamentale per garantire loro dignità, autonomia e qualità della vita. Essa può assumere diverse forme: assistenza domiciliare, residenziale, sanitaria, educativa e sociale. In Italia, l’assistenza domiciliare integrata (ADI) è uno dei principali strumenti di supporto, che consente a molte persone con disabilità di ricevere cure e sostegno direttamente a casa, evitando l’istituzionalizzazione.</p>
<p>Tuttavia, i servizi offerti non sono sempre sufficienti o equamente distribuiti sul territorio. In molte regioni, l’accesso ai servizi è limitato, i tempi di attivazione sono lunghi e spesso, il carico dell’assistenza ricade quasi interamente sulle famiglie, in particolare sulle donne. Per ovviare a questo problema, molti si rivolgono ad agenzie specializzate nella fornitura di badanti per l’assistenza domiciliare.</p>
<p>Persino in regioni virtuose come l’Emilia Romagna e in città storicamente attente al welfare per i propri cittadini come <strong>Bologna</strong>, le persone con disabilità, faticano ad accedere ai servizi territoriali e si trovano costrette a <a href="https://www.passioneecompetenza.it/badanti-bologna/">cercare una <strong>badante</strong></a> che possa assisterle, qualora anche i familiari non fossero disponibili.</p>
<p>Negli ultimi anni si è discusso molto del “progetto di vita” personalizzato, previsto dalla Convenzione ONU e promosso da recenti riforme italiane. Questo approccio prevede un insieme coordinato di interventi volti a promuovere l’autonomia, l’inclusione e la partecipazione attiva della persona disabile, attraverso il coinvolgimento di tutte le istituzioni competenti. Per rendere effettivo questo modello, è necessario un forte investimento nei servizi di assistenza, nella formazione degli operatori e nel sostegno alle famiglie.</p>
<h2>Disabilità e istruzione</h2>
<p>L&#8217;inclusione scolastica è uno degli obiettivi fondamentali delle politiche educative moderne. In Italia, la presenza di insegnanti di sostegno e di piani educativi personalizzati ha favorito una maggiore partecipazione degli studenti con disabilità nelle scuole comuni. Purtroppo, restano delle criticità, come l’assegnazione tardiva degli insegnanti, la loro formazione insufficiente e la mancanza di risorse materiali e tecnologiche.</p>
<p>L’inclusione non si limita alla presenza fisica dell’alunno in aula, ma richiede un ambiente accogliente, personalizzato e attento ai bisogni di ciascuno. Anche l’università sta iniziando ad adottare pratiche inclusive, ma molti studenti incontrano ancora ostacoli pratici e culturali lungo il percorso accademico.</p>
<h2>Disabilità e lavoro</h2>
<p>L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità rappresenta uno dei maggiori nodi irrisolti. La Legge 68/1999 prevede l’obbligo per le aziende di assumere una quota di lavoratori con disabilità, ma l’applicazione di questa normativa è spesso disattesa o realizzata solo formalmente. Molti disabili sono costretti a lavorare in ambienti non inclusivi, o a rinunciare del tutto a cercare un impiego, scoraggiati dalla mancanza di opportunità.</p>
<p>Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative di inclusione lavorativa attraverso cooperative sociali, progetti di accompagnamento al lavoro e smart working, ma il divario con il resto della popolazione attiva è ancora ampio. Affinché le competenze e il valore delle persone con disabilità vengano riconosciuti pienamente è necessario un cambiamento culturale.</p>
<h2>Accessibilità e mobilità</h2>
<p>Per garantire la partecipazione sociale delle persone con disabilità occorre assicurare loro accessibilità e mobilità. Molte delle nostre città non sono ancora adeguatamente attrezzate per una mobilità autonoma per tutti. Marciapiedi non a norma, mezzi pubblici inaccessibili, edifici privi di ascensori o con barriere architettoniche rendono difficile anche compiere attività quotidiane come andare al lavoro, a scuola o al supermercato.</p>
<p>La normativa esiste, ma spesso non viene applicata in modo coerente. Per trasformare le città in ambienti inclusivi è fondamentale un impegno maggiore da parte delle istituzioni, attraverso progetti di urbanistica accessibile, tecnologie assistive e coinvolgimento diretto delle persone con disabilità nella progettazione degli spazi.</p>
<h2>Tecnologia e innovazione per l’inclusione</h2>
<p>Le tecnologie assistive rappresentano un’opportunità straordinaria per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Dalle protesi intelligenti ai software di comunicazione aumentativa, dai sistemi di domotica agli ausili per la mobilità, la tecnologia sta rivoluzionando l’autonomia individuale. Anche il digitale offre nuove possibilità, come l’accesso a contenuti in formato accessibile, le videolezioni con interpreti LIS o i servizi pubblici online.</p>
<p>Tuttavia, non tutte le persone con disabilità hanno accesso a questi strumenti, spesso a causa di costi elevati, scarsa informazione o digital divide. Perciò, l’accesso equo alla tecnologia è un ulteriore passo da fare per superare le disuguaglianze e promuovere l’inclusione.</p>
<h2>Disabilità e diritti: la lotta contro la discriminazione</h2>
<p>La discriminazione nei confronti delle persone con disabilità è ancora diffusa e può assumere forme sottili o manifeste. Sono numerosi i modi in cui i diritti delle persone con disabilità vengono violati ogni giorno: dallo stigma sociale ai pregiudizi sul posto di lavoro, dalle barriere linguistiche alle difficoltà burocratiche.</p>
<p>La discriminazione si può combattere sensibilizzando l’opinione pubblica attraverso campagne educative, testimonianze dirette, iniziative nelle scuole e nei media che possano contribuire a cambiare la narrazione sulla disabilità, da oggetto di compassione a soggetto attivo e titolare di diritti.</p>
<h2>Verso una società più inclusiva</h2>
<p>La situazione attuale delle persone con disabilità mostra luci e ombre. Se da un lato si registra una crescente attenzione normativa e culturale al tema dell’inclusione, dall’altro persistono gravi ostacoli nella pratica quotidiana. È necessario un impegno collettivo – da parte delle istituzioni, delle comunità, delle aziende e dei singoli cittadini – per costruire una società in cui nessuno venga lasciato indietro.</p>
<p>L’inclusione non è solo un dovere morale, ma anche una risorsa per tutta la società: valorizzare la diversità, accogliere la complessità, e garantire pari opportunità significa costruire un mondo più giusto, sostenibile e umano.</p>
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		<title>Sessuologo: cosa fa e per quali disturbi può essere d’aiuto?</title>
		<link>https://tieniminformato.it/sessuologo-per-quali-disturbi-puo-essere-daiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 10:47:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul nostro sito frequentemente parliamo di salute, al punto da aver dedicato un’intera sezione del nostro blog proprio a questo tema. La sessualità è un aspetto essenziale della vita di ogni persona adulta, eppure non sempre viene vissuta in modo sereno o soddisfacente. In molti casi, quando emergono difficoltà o disagi legati alla sfera sessuale, ... <a title="Sessuologo: cosa fa e per quali disturbi può essere d’aiuto?" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/sessuologo-per-quali-disturbi-puo-essere-daiuto/" aria-label="Leggi di più su Sessuologo: cosa fa e per quali disturbi può essere d’aiuto?">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul nostro sito frequentemente parliamo di salute, al punto da aver dedicato un’<a href="https://tieniminformato.it/salute/" target="_blank" rel="noopener">intera sezione del nostro blog </a>proprio a questo tema.</p>
<p>La sessualità è un aspetto essenziale della vita di ogni persona adulta, eppure non sempre viene vissuta in modo sereno o soddisfacente. In molti casi, quando emergono difficoltà o disagi legati alla sfera sessuale, può essere utile rivolgersi a un sessuologo.</p>
<p>Ma chi è questo specialista, quali problematiche può affrontare e come può migliorare la qualità della vita dei suoi pazienti?</p>
<p>Scopriamolo insieme in questo articolo!</p>
<h2>Chi è il sessuologo?</h2>
<p>Il sessuologo è un professionista specializzato nello studio, nella diagnosi e nel trattamento delle problematiche legate alla sessualità. Può provenire da diversi ambiti professionali, come la psicologia, la medicina o la psichiatria, e ha una formazione specifica nell’ambito della sessuologia clinica.</p>
<p>Questo esperto offre supporto a persone singole o coppie che affrontano difficoltà legate alla sfera sessuale, sia di natura fisica che emotiva. L’obiettivo dell&#8217;esperto è aiutare i pazienti a comprendere e superare i propri disagi, migliorando il benessere psicofisico e la qualità delle relazioni affettive e intime.</p>
<p>Per approfondire il ruolo di uno specialista in sessuologia, puoi consultare questa pagina: <a href="https://www.psicosalute.it/doctors/giacomo-del-monte/" target="_blank" rel="noopener">https://www.psicosalute.it/doctors/giacomo-del-monte/</a>.</p>
<h2>I disturbi più comuni affrontabili con un sessuologo</h2>
<p>Il sessuologo può essere un punto di riferimento per affrontare una vasta gamma di problematiche. Tra le più comuni possiamo elencare le seguenti.</p>
<h3>Disfunzioni sessuali</h3>
<p>Le disfunzioni sessuali possono riguardare sia uomini che donne e includono difficoltà come:</p>
<ul>
<li>disfunzione erettile: o l’incapacità di raggiungere o mantenere un’erezione adeguata per un rapporto sessuale;</li>
<li>eiaculazione precoce o ritardata: problematiche legate al controllo del riflesso eiaculatorio;</li>
<li>disturbi del desiderio sessuale: una riduzione o assenza di interesse per l’attività sessuale, o al contrario un aumento non controllabile e invalidante del desiderio;</li>
<li>dolore durante i rapporti: una condizione che colpisce principalmente le donne, che può essere legata a cause fisiche o psicologiche;</li>
<li>vaginismo: contrazioni involontarie dei muscoli pelvici e vaginali che rendono dolorosa o impossibile la penetrazione.</li>
</ul>
<h3>Difficoltà di coppia</h3>
<p>Le problematiche sessuali non riguardano solo l’individuo, ma spesso si riflettono nella relazione di coppia. Il sessuologo può aiutare la coppia ad arricchire la comunicazione, a ritrovare l’intimità e a risolvere conflitti legati alla sfera sessuale.</p>
<h3>Problemi legati all’identità sessuale o all’orientamento sessuale</h3>
<p>In un mondo sempre più aperto ma ancora caratterizzato da stereotipi e pregiudizi, il sessuologo può sostenere chi si sente confuso o in difficoltà nell’accettare la propria identità di genere o orientamento sessuale.</p>
<h3>Educazione sessuale</h3>
<p>Il sessuologo svolge anche un ruolo preventivo, fornendo informazioni corrette sulla sessualità, sui metodi contraccettivi e sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Questa componente del suo lavoro è particolarmente utile per adolescenti e giovani adulti.</p>
<h2>Quando rivolgersi a un sessuologo?</h2>
<p>Non esiste un momento giusto o sbagliato per rivolgersi a un sessuologo: è sufficiente avvertire un disagio o una difficoltà che interferisce con il benessere personale o relazionale.</p>
<p>Di seguito alcuni dei segnali che potrebbero suggerire la necessità di consultare uno specialista includono:</p>
<ul>
<li>sensazioni di frustrazione o insoddisfazione nella vita sessuale;</li>
<li>difficoltà persistenti nel rapporto di coppia legate alla sessualità;</li>
<li>stress o ansia associati alle prestazioni sessuali;</li>
<li>dubbi o confusione sull’identità sessuale o sull’orientamento;</li>
<li>dolore fisico o difficoltà fisiche o emotive nei rapporti intimi.</li>
</ul>
<h2>Come lavora il sessuologo?</h2>
<p>Il percorso con un sessuologo inizia con una fase di consulenza in cui lo specialista ascolta il paziente o la coppia per comprendere le problematiche e identificare le cause sottostanti. In alcuni casi, egli può collaborare con altri professionisti, come medici o fisioterapisti, per affrontare problematiche di natura fisica.</p>
<p>Gli strumenti utilizzati includono la terapia individuale e quella di coppia, esercizi pratici da fare a casa per migliorare la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni, e strumenti di educazione sessuale personalizzata per colmare eventuali lacune conoscitive del paziente.</p>
<h2>I benefici che si ottengono dalla consulenza con un sessuologo</h2>
<p>Consultare un esperto può portare numerosi benefici, tra cui:</p>
<ul>
<li>migliorare la consapevolezza di sé e del proprio corpo;</li>
<li>superare blocchi emotivi o psicologici che ostacolano la sessualità;</li>
<li>ritrovare un’intimità soddisfacente nella relazione di coppia;</li>
<li>ridurre l’ansia e lo stress legati alla sfera sessuale.</li>
</ul>
<p><em>NOTE</em></p>
<ul>
<li><em>Società Italiana Sessuologia e Educazione Sessuale: societasessuologia.it/sessuologia/</em></li>
<li><em>I disturbi sessuali più comuni: ipsico.it/sintomi-cura/disturbi-sessuali/</em></li>
<li><em>Funzioni e disfunzioni sessuali nel paziente donna: msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-salute-delle-donne/funzione-e-disfunzione-sessuale-femminile/panoramica-sulla-funzione-e-disfunzione-sessuale-femminile#Trattamento_v804583_it</em></li>
</ul>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>: &#8220;Le informazioni contenute in questo articolo non sono destinate a diagnosticare, trattare o prevenire alcuna malattia. Consulta sempre un medico per ricevere consigli medici personalizzati.&#8221;</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ponti verso l&#8217;inclusione: scoprire le abilità dei bambini con autismo</title>
		<link>https://tieniminformato.it/inclusione-abilita-dei-bambini-con-autismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 08:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni bambino è un universo a sé e i bambini con autismo sono come dei piccoli astronauti che esplorano un pianeta un po&#8217; diverso dal nostro: a volte trovano più difficile fare amicizia, parlare con gli altri o capire le regole del gioco, ma ognuno di loro ha delle abilità speciali, dei talenti unici che ... <a title="Ponti verso l&#8217;inclusione: scoprire le abilità dei bambini con autismo" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/inclusione-abilita-dei-bambini-con-autismo/" aria-label="Leggi di più su Ponti verso l&#8217;inclusione: scoprire le abilità dei bambini con autismo">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni bambino è un universo a sé e i bambini con autismo sono come dei piccoli astronauti che esplorano un pianeta un po&#8217; diverso dal nostro: a volte trovano più difficile fare amicizia, parlare con gli altri o capire le regole del gioco, ma<strong> ognuno di loro ha delle abilità speciali, dei talenti unici </strong>che li rendono speciali.</p>
<p>Alcuni potrebbero essere molto bravi con i numeri, altri potrebbero avere una memoria incredibile o essere dei musicisti nati, tenendo presente che parliamo di<strong> una condizione che cambia il modo di vedere e di interagire con il mondo, </strong>ma non di una malattia.</p>
<h2>Fare un passo alla volta: aiutare i bambini con autismo</h2>
<p>L&#8217;autismo è un po&#8217; come composto da tante parti diverse: quindi, come già detto,<strong> ogni bambino è unico e con i suoi punti di forza e le sue sfide.</strong> Magari ha difficoltà a guardare negli occhi o si concentra su alcune cose in modo molto intenso o preferisce stare da solo, ma con un po&#8217; di pazienza e le giuste strategie, possiamo aiutarli a crescere e a sentirsi bene, e a vivere nella società nella maniera migliore per ognuno di loro.</p>
<p><strong>Ci sono tanti modi per aiutare i bambini con autismo. </strong>Gli specialisti possono insegnare loro a comunicare meglio, a giocare con gli altri e a fare tante altre cose divertenti e anche a casa,<strong> possiamo creare un ambiente tranquillo e organizzato, dove il bambino si senta sicuro e al sicuro.</strong> Immaginate di costruire una piccola isola felice, dove tutto è chiaro e prevedibile.</p>
<p>Creare un ambiente favorevole è di un&#8217;importanza incredibile: a casa occorre che il bambino abbia <strong>un ambiente prevedibile e strutturato, con routine chiare e visive,</strong> può aiutare a ridurre l&#8217;ansia e a migliorare la comprensione del mondo circostante, soprattutto per i bambini che spesso trovano conforto nella prevedibilità. Considerando <a href="https://www.centromedicoriabilitativo.it/blog/autismo-come-riconoscerlo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>i sintomi dello spettro autistico</strong></a>, come la sensibilità ai cambiamenti e la difficoltà a gestire situazioni nuove<strong>, un ambiente familiare stabile diventa ancora più importante. </strong></p>
<p>Ma lo è anche <strong>fornire al bambino opportunità di interazione sociale in un contesto sicuro e protetto, </strong>come gruppi di gioco o attività extracurriculari e <strong>a scuola, l&#8217;inclusione è un elemento chiave</strong>.<br />
Un&#8217;educazione individualizzata, con l&#8217;ausilio di strumenti visivi e di supporto, può fare la differenza, ma anche collaborare con insegnanti e terapisti è essenziale per creare un percorso educativo personalizzato.</p>
<p>Tenendo sempre presente che <strong>ogni bambino impara con i suoi tempi</strong>, succede per tutti ma a maggior ragione per i bambini con lo spettro autistico. Alcuni progressi saranno piccoli, ma tutti importanti. l&#8217;importante è essere pazienti e costanti: basta rammentare che non siete soli in questo percorso.<br />
<strong>Ci sono anche tante associazioni, gruppi di sostegno e professionisti </strong>pronti ad aiutarvi. Insieme, potrete fare grandi cose!</p>
<h3>Insegnare ai bambini con autismo a socializzare</h3>
<p><strong>Insegnare ai bambini con autismo a socializzare è come guidarli in un nuovo mondo, un mondo fatto di relazioni e interazioni. </strong>È un percorso che richiede pazienza e creatività, ma i risultati possono essere davvero gratificanti.</p>
<p><a href="https://autismocomehofatto.com/2018/12/17/autismo-come-insegnare-a-una-persona-con-autismo-a-fare-amicizia/" target="_blank" rel="noopener">Immagina di mostrare a un bambino come ci si fa un amico</a>, come si saluta con un sorriso, come si fa un complimento o come si chiede un giocattolo in modo educato. Oppure potresti <strong>simulare situazioni quotidiane</strong>, come fare la spesa o andare al parco.</p>
<p>La comunicazione è un altro aspetto fondamentale: non solo le parole, ma anche i gesti, <strong>le espressioni del viso e il tono della voce sono importanti per interagire con gli altri. </strong>Puoi aiutare il bambino a comunicare in modo più efficace utilizzando immagini, oggetti o schede visive, ma anche inventare delle storie, dove il protagonista impara a gestire situazioni sociali difficili.</p>
<p>Ma non basta insegnare le regole del gioco, b<strong>isogna creare delle occasioni per mettere in pratica queste nuove abilità: </strong>quindi ad esempio, organizzare delle feste, dei giochi di gruppo o iscriversi a delle attività extrascolastiche può essere un modo divertente per fare nuove amicizie.</p>
<p><strong>E la famiglia? Il ruolo dei genitori è determinante.</strong> <a href="https://www.fsm.unipi.it/2020/04/09/5090/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fornire ai genitori gli strumenti e le strategie necessarie per supportare il bambino a casa</strong></a> è un passo essenziale per il successo di qualsiasi intervento. Come anche <strong>collaborare con gli insegnanti e con gli altri professionisti coinvolti nel percorso del bambino,</strong> è di primaria importanza per creare un ambiente favorevole.</p>
<h2>Handicap vs. Disabilità: dove si colloca l&#8217;autismo e quali sono le terapie?</h2>
<p><a href="https://tieniminformato.it/che-cose-la-disabilita-facciamo-chiarezza/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La distinzione tra handicap e disabilità è spesso oggetto di dibattito</strong></a> ma in generale, l&#8217;handicap si riferisce alla limitazione di una o più funzioni vitali, mentre la disabilità indica la difficoltà di una persona a svolgere attività quotidiane a causa di una condizione medica o di una disabilità<br />
<strong>L&#8217;autismo è considerato una disabilità</strong>, in quanto può limitare la capacità di una persona di interagire e partecipare alla vita sociale.</p>
<p>Immagina un bambino che scopre il mondo con occhi diversi, un mondo fatto di dettagli, suoni e sensazioni a volte intensi e difficili da gestire, questo è un po&#8217; come vivere con l&#8217;autismo. Per fortuna,<strong> la ricerca ha fatto passi da gigante e oggi sappiamo che un intervento precoce può fare davvero la differenza.</strong></p>
<p>La ricerca sull&#8217;autismo è in costante evoluzione, portando a nuove scoperte e terapie:</p>
<ul>
<li><strong>terapie comportamentali:</strong> rimangono un pilastro fondamentale, ma vengono continuamente affinate e personalizzate per ogni bambino.</li>
<li><strong>interventi basati sullo sviluppo:</strong> si concentrano sul potenziamento delle abilità naturali del bambino, come l&#8217;imitazione e l&#8217;interazione sociale.</li>
<li><strong>farmaci:</strong> sebbene non esistano farmaci specifici per curare l&#8217;autismo, alcuni possono essere utilizzati per gestire sintomi specifici, come l&#8217;iperattività o l&#8217;ansia.</li>
<li><strong>terapie complementari:</strong> alcune terapie complementari, come l&#8217;integrazione sensoriale o la terapia occupazionale, possono essere utili per migliorare la qualità di vita.</li>
<li><strong>neuroscienze:</strong> la ricerca sulle basi neurali dell&#8217;autismo sta aprendo nuove strade per lo sviluppo di terapie più mirate e personalizzate.</li>
</ul>
<p><em><strong>Disclaimer</strong>: &#8220;Le informazioni presentate in questo articolo non sono destinate a sostituire il parere di un medico. Consulta sempre un professionista sanitario per ricevere consigli personalizzati.&#8221;</em></p>
<p><strong>Fonti e Note bibliografiche:</strong></p>
<ul>
<li><em>Fondazione Italiana Autismo</em></li>
<li><em>ANGSA Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo</em></li>
<li><em>Libro: La diagnosi di autismo da Kanner al DSM-5 FR Volkmar, JC Mc Partland</em></li>
<li><em>Libro: Autismo e psicosi infantile F Tustin – 1994</em></li>
<li><em>L&#8217;autismo infantile Autori: R. Brotzu, G. Franceschini, E. Simiongini, M. Navarra.</em></li>
<li><em>Autismo infantile tra psicoanalisi e neuroscienze: osservazione clinica ed evidenza empirica | SpringerLink</em></li>
<li><em>Disturbi dello spettro autistico tra filosofia della medicina e delle neuroscienze | Rivista Italiana di Filosofia Analitica Junior</em></li>
<li><em>Libro: Storie Sociali per l&#8217;autismo. Sviluppare le competenze interpersonali e le abilità sociali C Smith – 2006</em></li>
<li><em>Il metodo Sviluppo Abilità Sociali (SAS): Primi dati di validazione su un campione di bambini con autismo. &#8211; SUPSI Instory</em></li>
<li><em>Abilità sociali e disturbo dello spettro dell&#8217;autismo: Una revisione sul ruolo dei Peer – Mediated Interventions</em></li>
</ul>
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		<title>Il ricovero in ospedale, quando è necessario ricorrere a questa misura?</title>
		<link>https://tieniminformato.it/il-ricovero-in-ospedale-quando-e-necessario-ricorrere-a-questa-misura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 09:12:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso della vita, può capitare a chiunque di noi di dover essere ricoverato per qualche giorno in ospedale, in seguito ad una malattia acuta o ad un trauma. Infatti, il ricovero ospedaliero può essere disposto per assistere un paziente che necessita di cure mediche o chirurgiche sia urgenti che programmate, così come di terapie ... <a title="Il ricovero in ospedale, quando è necessario ricorrere a questa misura?" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/il-ricovero-in-ospedale-quando-e-necessario-ricorrere-a-questa-misura/" aria-label="Leggi di più su Il ricovero in ospedale, quando è necessario ricorrere a questa misura?">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della vita, può capitare a chiunque di noi di dover essere ricoverato per qualche giorno in ospedale, in seguito ad una malattia acuta o ad un trauma.<br />
Infatti, il ricovero ospedaliero può essere disposto per assistere un paziente che necessita di <strong>cure mediche o chirurgiche</strong> sia urgenti che programmate, così come di terapie riabilitative, anch’esse immediate o ordinarie.</p>
<p>Chiaramente, i ricoveri urgenti hanno la priorità su quelli ordinari, tanto che gli interventi già pianificati possono essere rimandati anche all’ultimo momento, se si presentano malati in condizioni più gravi e improrogabili.</p>
<p>Dal punto di vista burocratico, per accedere al ricovero ospedaliero sono necessari alcuni documenti, come la <strong>tessera sanitari</strong>a e il <strong>codice fiscale</strong>; inoltre, occorre <strong>informare il personale sanitario di eventuali farmaci</strong> che si assumono regolarmente.</p>
<p>Grazie al <a title="Fascicolo sanitario" href="https://www.fascicolosanitario.regione.lombardia.it/fascicolo" target="_blank" rel="noopener">fascicolo sanitario</a> reperire esiti di esami e di visite pregresse è più semplice di un tempo; in questo modo, il medico è in grado di ricostruire l’anamnesi del paziente con maggiore completezza e celerità.</p>
<h2>Le diverse tipologie di ricovero ospedaliero</h2>
<p>Come accennato poc’anzi, il <a href="https://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_5_2_4_2.jsp?lingua=italiano&amp;menu=uffCentrali&amp;label=uffCentrali&amp;id=33" target="_blank" rel="noopener">ricovero in ospedale</a> può avvenire sia in situazioni urgenti che ordinarie.</p>
<p>In effetti, esistono tipologie differenti di ricovero, tra regime ordinario o di day hospital:</p>
<ul>
<li>ordinario o Day Hospital per casi urgenti</li>
<li>ordinario o Day Hospital per trattamenti di riabilitazione</li>
<li>ricoveri per lungodegenti</li>
</ul>
<p>I casi urgenti transitano dal <strong>Pronto Soccorso dell’ospedale</strong>, inviati dal medico curante o dalla Guardia Medica, oppure per accesso autonomo del paziente.<br />
Ad ogni modo, è il <strong>medico responsabile del Pronto Soccorso a decidere</strong> in merito all’opportunità di procedere con il ricovero.</p>
<p>A seconda delle condizioni e delle cure di cui ha bisogno il malato, il medico lo invierà verso uno specifico reparto del nosocomio. Se lo ritiene necessario, può anche predisporre il trasferimento del paziente verso un altro ospedale, assicurandosi che venga accompagnato da personale qualificato.</p>
<p>Invece, se il ricovero è per un intervento o una terapia riabilitativa programmata, il paziente viene messo, per così dire,”in fila” con gli altri in medesima attesa, dal reparto ospedaliero stesso.</p>
<p>Il <strong>Day Hospital</strong> consente alla persona di ricevere terapie ed eseguire esami programmati, senza dover pernottare presso l’ospedale.</p>
<p>Lo stesso avviene per il <strong>Day Surgery</strong>, ovvero, il ricovero giornaliero per intervento chirurgico; in questo caso, il paziente è in grado di poter lasciare l’ospedale poco dopo l’operazione, evitando così di dover passare la notte nella struttura.</p>
<h2>La routine quotidiana di un malato durante la degenza in ospedale</h2>
<p>In un reparto di degenza ospedaliera i ritmi sono scanditi da ferrea routine, che medici e infermieri rispettano rigorosamente.<br />
C’è un tempo per svolgere ogni attività, dai pasti all’igiene, dagli esami alle visite di parenti e amici.</p>
<p>Ad orari prestabiliti, i medici sono a disposizione dei parenti più stretti per ragguagliarli sulle condizioni di salute del paziente e sull’andamento delle terapie.</p>
<p>A seconda del tipo di reparto poi, i regolamenti vengono applicati con più o meno rigidezza, nell’interesse dei malati e della qualità delle cure loro dispensate.</p>
<p>I pazienti ricoverati hanno il diritto di conoscere il proprio stato di salute e come i medici intendono curarli.<br />
Infatti, il <a href="https://www.questionegiustizia.it/rivista/articolo/il-consenso-informato_la-violazione-del-diritto-all-autodeterminazione-del-paziente-e-la-tutela-risarcitoria_360.php" target="_blank" rel="noopener">diritto all’autodeterminazione</a> di ogni persona è fondamentale e lo si può assicurare solo attraverso il consenso informato.<br />
In alcuni casi, già durante il ricovero, i familiari autorizzati dal paziente possono prendere visione della sua cartella clinica, specialmente nei casi di persone con <a href="https://tieniminformato.it/decadimento-cognitivo-cause-e-sintomi/">decadimento cognitivo</a>, ma è ovvio che ciò non può prescindere da un confronto con il medico di riferimento.</p>
<h2>La cartella clinica informatizzata tiene nota di tutte le informazioni</h2>
<p>In parallelo a qualsiasi tipo di ricovero viene disposta una <strong>cartella clinica</strong>, che fa riferimento al paziente dal momento in cui viene preso in carico dalla struttura sanitaria fino a quando ne viene dimesso.</p>
<p>Nella cartella clinica confluiscono tutte le informazioni che riguardano il malato, comprese tutte le attività che vengono svolte da medici, infermieri, specialisti e personale di sostegno.</p>
<p>Per agevolare la raccolta delle informazioni e la loro consultazione, <strong>la cartella tradizionale in forma cartacea è stata sostituita oramai in molti ospedali dalla cartella clinica informatizzata</strong>.</p>
<p>Per le strutture di assistenza sanitaria, utilizzare il formato digitale ha significato fare un grande balzo in avanti verso la modernità e semplificare enormemente il lavoro di tutto il personale, sia esso medico, infermieristico o altro.</p>
<p>Per saperne di più, sulle potenzialità del digitale, è possibile consultare il sito di <em>Advenias</em>, azienda specializzata nella creazione di <a title="Cartella clinica informatizzata" href="https://advenias.care/la-cartella-clinica-informatizzata/">software per cartella clinica informatizzata</a>.</p>
<p>Per chiunque operi all’interno di un ospedale o di una casa di cura, avere sempre a portata di mano tutte le informazioni di cui può aver bisogno, è un traguardo davvero eccezionale.</p>
<h2>Le dimissioni dall’ospedale, come funzionano?</h2>
<p>Una volta che il medico non ritiene più necessario il ricovero di un paziente, può procedere alle sue dimissioni.<br />
La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scheda_di_dimissione_ospedaliera" target="_blank" rel="noopener">lettera di dimissioni</a> è un documento che viene consegnato al paziente ma indirizzato al suo medico di base.<br />
Infatti, nella lettera vengono riassunte tutte le prestazioni terapeutiche eseguite sul pazi ente durante il ricovero e indicate le sue condizioni al momento delle dimissioni.</p>
<p>Inoltre, può indicare eventuali terapie farmacologiche da proseguire o ulteriori esami di controllo da eseguire.<br />
Con le dimissioni di un paziente si chiude in automatico anche la sua cartella clinica che, tuttavia, resta a disposizione nel tempo per una successiva consultazione.</p>
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		<title>Il decadimento cognitivo nelle persone anziane: le principali cause e i sintomi</title>
		<link>https://tieniminformato.it/decadimento-cognitivo-cause-e-sintomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2023 10:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’avanzare dell’età porta le persone ad entrare nella fase della vita in cui le cellule non si rinnovano più con frequenza e provocano diverse problematiche al nostro corpo, compreso l’invecchiamento di tipo patologico del nostro cervello e delle sue funzioni. Attenzione: un conto è parlare di decadimento cognitivo, un conto è invece parlare di malattia ... <a title="Il decadimento cognitivo nelle persone anziane: le principali cause e i sintomi" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/decadimento-cognitivo-cause-e-sintomi/" aria-label="Leggi di più su Il decadimento cognitivo nelle persone anziane: le principali cause e i sintomi">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’avanzare dell’età porta le persone ad entrare nella fase della vita in cui le cellule non si rinnovano più con frequenza e provocano diverse problematiche al nostro corpo, <strong>compreso l’invecchiamento di tipo patologico del nostro cervello e delle sue funzioni.</strong></p>
<p>Attenzione: <strong>un conto è parlare di decadimento cognitivo, un conto è invece parlare di malattia di Alzheimer, una vera e propria patologia</strong>. Se volete subito comprendere quali siano le principali differenze e sintomi di quest’ultima, vi consigliamo di leggere l’articolo che troverete cliccando su <a href="https://www.privatassistenza.it/blog/alzheimer-primi-sintomi-diagnosi-cure/" target="_blank" rel="noopener">https://www.privatassistenza.it/blog/alzheimer-primi-sintomi-diagnosi-cure/</a>, in modo da fare subito chiarezza sulla questione.</p>
<p>Ora che abbiamo subito capito che il decadimento cognitivo è un processo naturale che può manifestarsi in modo differente a seconda della persona, vediamo insieme quali sono i sintomi e gli effetti sull’anziano.</p>
<h2>I sintomi del decadimento cognitivo sulla memoria e sulla percezione</h2>
<p>Tra i sintomi principali del decadimento cognitivo superati i 65 anni troviamo <strong>la difficoltà di tenere archiviate in memoria informazioni a breve termine</strong>. Non è difficile ricordare episodi del passato, ma si fa <strong>molta fatica ad apprendere nozioni nuove</strong> e ad immagazzinare informazioni in modo rapido.</p>
<p>Di pari passo potremmo osservare una <strong>riduzione delle capacità di ragionamento logico e una riduzione della soglia di attenzione</strong>. Si tratta di fenomeni abbastanza comuni con l’avanzare dell’età, che comunque è <strong>sempre meglio monitorare in modo da poter identificare eventuali disturbi più complessi</strong>.</p>
<p>L’Alzheimer, menzionato in precedenza, il morbo di Parkinson o la demenza senile hanno infatti come sintomi dei fattori molto simili a quelli citati. Per questo motivo diventa fondamentale monitorare costantemente la salute dell’anziano.</p>
<h2>I disturbi del sonno</h2>
<p>Un sintomo e una causa che non riguarda il decadimento cognitivo naturale, ma potrebbe essere precursore di fenomeni molto più complessi è quello che riguarda <strong>i disturbi del sonno</strong>.</p>
<p>I disturbi del sonno colpiscono moltissime persone e potrebbero anche manifestarsi all’improvviso in età adulta. Se volete conoscere quali siano i principali vi suggeriamo anche di visitare <a href="https://www.sonnomedica.it/disturbi-del-sonno/" target="_blank" rel="noopener">questa pagina</a>.</p>
<p><strong>Al contempo il sonno è un fattore fondamentale nella prevenzione del decadimento cognitivo ed occorre prestare molta attenzione a questa fase della giornata</strong>. Se si notano dei disturbi del sonno è meglio effettuare controlli specialistici, in particolar modo quando la persona è anziana.</p>
<h2>Attenzione al fattore psicologico</h2>
<p>Non è sempre detto che la persona sia inconsapevole del proprio decadimento. Le difficoltà e i sintomi menzionati in precedenza potrebbero infatti portare l’anziano a <strong>soffrire di depressione</strong> (vera e propria patologia che non deve essere mai trascurata, come detto anche in <a href="https://www.ospedalemarialuigia.it/disturbi-dell-umore/la-depressione-come-riconoscerla-e-curarla/" target="_blank" rel="noopener">questo articolo</a>), ad affrontare costantemente <strong>emozioni negative che potrebbero accentuarla</strong>.</p>
<p>Anche <strong>le difficoltà motorie</strong> in alcuni soggetti possono diventare un fattore molto critico, specialmente quando non vengono accettate.</p>
<p>Il decadimento cognitivo può provocare tutto questo, insieme <strong>all’apatia o all’irritabilità</strong> che ne consegue in alcune persone. Per questo motivo è fondamentale riuscire ad avere una soluzione pronta per questa fase della vita: <strong>l’assistenza da parte dei figli e dei parenti cari e il supporto di una badante qualificata possono essere il giusto sostegno per la persona anziana. </strong></p>
<p>Così facendo questa fase della vita sarà meno difficile da affrontare e potrà trascorrere con maggiore serenità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tieniminformato.it/decadimento-cognitivo-cause-e-sintomi/">Il decadimento cognitivo nelle persone anziane: le principali cause e i sintomi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tieniminformato.it">Tieniminformato</a>.</p>
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		<item>
		<title>Assicurazione sanitaria: perché è così conveniente stipularla?</title>
		<link>https://tieniminformato.it/assicurazione-sanitaria-perche-e-conveniente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 08:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tieniminformato.it/?p=493</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sanità privata sta diventando sempre di più una delle scelte principali di molti cittadini che hanno bisogno di visite di controllo, esami medici e consulti per la risoluzione di problematiche che non possono essere trattate da un pronto soccorso. I dati in tal senso non sono di certo dei migliori: come riferito dal Censis ... <a title="Assicurazione sanitaria: perché è così conveniente stipularla?" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/assicurazione-sanitaria-perche-e-conveniente/" aria-label="Leggi di più su Assicurazione sanitaria: perché è così conveniente stipularla?">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sanità privata sta diventando sempre di più una delle scelte principali di molti cittadini che hanno bisogno di visite di controllo, esami medici e consulti per la risoluzione di problematiche che non possono essere trattate da un pronto soccorso.</p>
<p>I dati in tal senso non sono di certo dei migliori: come riferito dal Censis nei suoi dati aggiornati al 2015, <strong>circa 7 milioni di italiani prediligono rivolgersi alla sanità privata rispetto a quella pubblica</strong>.</p>
<p>Per questo motivo un’assicurazione sanitaria privata diventa fondamentale per riuscire ad affrontare in modo migliore i costi di questa pratica e nelle prossime righe cercheremo di analizzare al meglio la questione, vedendo i motivi per i quali potrebbe essere vantaggioso stipulare una polizza sanitaria.</p>
<p><strong>Se invece avete già le idee chiare e preferite subito scoprire quale sia il premio annuale da versare, vi suggeriamo dopo aver letto i nostri consigli di effettuare dei semplici preventivi online</strong>. Ad esempio, cliccando su <a href="https://www.unipolsai.it/protezione/assicurazione-sanitaria" target="_blank" rel="noopener">https://www.unipolsai.it/protezione/assicurazione-sanitaria</a>, sito web che vi suggeriamo, noterete che sono presenti diversi tipi di copertura a second del livello di tutela che volete ottenere per voi e per i vostri cari. Vi basterà scegliere quello che riterrete più adatto e in pochi minuti potrete leggere ogni singolo vantaggio e richiedere un appuntamento con l’agente locale più vicino per la vostra quotazione.</p>
<h2>Perché le persone stipulano un’assicurazione sanitaria privata?</h2>
<p>Da diversi anni le persone hanno iniziato a stipulare un’assicurazione sanitaria per diversi motivi. In primo luogo troviamo la grande <strong>difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale e delle liste d’attesa</strong> (di cui si parla in modo approfondito in <a href="https://www.nonsprecare.it/tempi-attesa-visite-specialistiche-italia-sprechi-salute-cittadini" target="_blank" rel="noopener">questo articolo</a>).</p>
<p>Un cittadino che deve effettuare una visita medica specialistica, un esame di accertamento diagnostico o sottoporsi a delle terapie, spesso deve <strong>attendere moltissimo tempo prima di riuscire a ricevere la prestazione desiderata.</strong></p>
<p>Proprio per questo motivo l’assicurazione sanitaria privata non è più una polizza che viene prediletta dai liberi professionisti ed imprenditori a tutela del proprio operato, ma anche dai dipendenti.</p>
<p><strong>Al contempo notiamo anche che moltissime aziende di grandi dimensioni hanno deciso di fornire come benefit ai loro dipendenti una polizza di questo tipo</strong>, in modo da incentivarli a mantenere la loro posizione a fronte di questa spesa che viene sostenuta dall’impresa.</p>
<p>Dobbiamo inoltre segnalare che in entrambi i casi questo tipo di polizze è molto conveniente, in quanto può essere <strong>portato in detrazione sulla propria dichiarazione dei redditi</strong>, come riferito anche in <a href="https://www.pensionielavoro.it/site/home/guida-allassistenza-sanitaria-integrativa/cose-lassistenza-sanitaria-integrativa/vantaggi-fiscali-e-altri-benefici.html" target="_blank" rel="noopener">questo articolo</a> dove troverete i criteri e le soglie di detrazione.</p>
<h2>Alcuni vantaggi della stipula di un’assicurazione sanitaria privata</h2>
<p>Arriviamo così ai principali vantaggi che si possono ottenere. Oltre la detrazione dalle imposte appena citata, possiamo notare come un’assicurazione sanitaria permetta di <strong>accedere alle cure private, eliminando così ogni tempo di attesa del Sistema Sanitario Nazionale</strong>.</p>
<p>Inoltre notiamo che alcuni piani possono anche coprire le spese che non vengono coperte dal sistema sanitario.</p>
<p>Da non trascurare anche un’altra serie di aspetti, tra cui:</p>
<ul>
<li>La possibilità di <strong>scegliere la struttura presso la quale si intende effettuare gli esami</strong> medici o ricevere le cure tra quelle convenzionate contenute all’interno del contratto della polizza;</li>
<li>L’ottenimento del <strong>rimborso per gli acquisti di medicinali ed eventuali sussidi sanitari</strong>, come ad esempio tutori, stampelle e non solo. Dobbiamo notare che tale vantaggio è relativo al tipo di piano scelto;</li>
<li>Alcuni piani prevedono anche il <strong>rimborso di spese differenti rispetto a quelle ospedaliere</strong>, come ad esempio la fisioterapia o l’odontoiatra;</li>
<li>Le <strong>spese non devono mai essere anticipate</strong> quando si sceglie di rivolgersi alle <strong>strutture convenzionate con la compagnia</strong> con la quale si è stipulata la polizza. In questi casi è sufficiente prenotare e portare con sé il certificato assicurativo;</li>
<li>Alcune coperture prevedono anche una serie di <strong>check up annuali</strong> prepagati che si possono sfruttare in ottica preventiva. Un esempio è il controllo della dentatura con l’odontoiatra convenzionato, ma a seconda dell’età e del sesso sono previsti check up ulteriori che vengono inclusi e che è possibile effettuare con regolarità;</li>
<li>Diversi piani, a seconda del premio che viene pagato alla compagnia assicurativa, prevedono anche una <strong>copertura per tutti i membri della famiglia</strong>. In questo modo è possibile mettere al riparo il proprio partner e i propri figli;</li>
<li>Se si lavora come libero professionista o imprenditore, i Sistema Sanitario Nazionale non prevede alcun tipo di mutua. Un piano assicurativo, a seconda della polizza che viene scelta, garantisce <strong>una diaria giornaliera nel caso di ricovero ospedaliero</strong>;</li>
<li>Alcuni interventi per malattie molto gravi non sono totalmente coperti dalla Sanità Pubblica, per cui <strong>una polizza garantisce al contraente un vero e proprio capitale</strong> che è a disposizione nel malaugurato caso si trovasse in questa situazione.</li>
</ul>
<p>Prima di stipulare una polizza è però molto importante comprendere le varie <strong>clausole e l’importo dei massimali che vengono pagati</strong>, in modo da scegliere il piano migliore sulla base delle esigenze del contraente. Non dimenticate infine di valutare anche <strong>eventuali scoperti o franchigie</strong>, in modo da non avere brutte sorprese nel caso vi trovaste ad attivare la polizza.</p>
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		<title>Disturbi mentali: breve guida su come riconoscerli</title>
		<link>https://tieniminformato.it/disturbi-mentali-come-riconoscerli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 07:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riconoscere i segnali che possono indicare la presenza di un problema psichico, quindi di un disturbo mentale, è il primo passo verso la ricerca di una soluzione. A prescindere dal fatto che si tratti di un disturbo duraturo nel tempo o momentaneo, è sicuramente importante comprenderlo al meglio per poter poi rimettersi in sesto e ... <a title="Disturbi mentali: breve guida su come riconoscerli" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/disturbi-mentali-come-riconoscerli/" aria-label="Leggi di più su Disturbi mentali: breve guida su come riconoscerli">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riconoscere i segnali che possono indicare la presenza di un problema psichico, quindi di un <strong>disturbo mentale</strong>, è il primo passo verso la ricerca di una soluzione. A prescindere dal fatto che si tratti di un disturbo duraturo nel tempo o momentaneo, è sicuramente importante comprenderlo al meglio per poter poi rimettersi in sesto e proseguire verso una vita ben vissuta. Fermo restando che, come vedremo nel dettaglio, è essenziale contattare un esperto per avere certezze in merito, ci teniamo a fornire una serie di indicazioni che possono andare a costituire una sorta di breve guida su come riconoscere i disturbi mentali. Vediamo nel dettaglio.</p>
<h2>Segnali importanti</h2>
<p>Non tutti i segnali che indicano la presenza di eventuali problematiche psichiche sono facili da riconoscere. Generalmente, però, la maggior parte delle patologie psichiatriche o comunque psichiche, è accompagnata da <strong>alterazioni del comportamento</strong>, oltre che, spesse volte, delle percezioni della realtà.</p>
<p>Quindi, qualora si avesse la sensazione di non essere nel pieno della salute o qualora si cominci a capire che qualcosa non vada nella nostra vita, possiamo leggere una serie di segnali interessanti. Proprio l’ascolto e quindi la comprensione di tali segnali possono essere importanti per prevenire e curare, poi, eventuali disturbi.</p>
<p>Tra i <strong>segnali più comuni</strong>, generalizzando, si possono citare: disturbi del sonno (sonnolenza continua o difficoltà a dormire); mancanza di motivazioni; cambiamenti repentini dell’umore; confusione continua; allontanamento dal resto delle persone; sfiducia nel prossimo, in particolare amici e parenti; non comprendere appieno i propri pensieri quotidiani; perdita di controllo nell’uso di alcol, medicine o droghe; sensazione di depressione.</p>
<p>Come abbiamo già detto, questi sono solo alcuni dei segnali che si possono palesare e ovviamente non per forza di cose, alla presenza di uno o più segnali di questo tipo, vuol dire che siano presenti eventuali problematiche psichiche. Certo è che, qualora si presentino uno o più di questi segnali, potrebbe essere importante rivolgersi ad un <strong>professionista</strong> che sia in grado di indirizzarci verso eventuali risoluzioni.</p>
<p>Trovare professionisti ed esperti delle terapie cognitivo comportamentali è ormai facile anche grazie alla rete: per esempio, se siede residenti a Milano, potrete trovare diversi esperti al link <a href="https://www.psicologi-italia.it/psicologo/lombardia/milano/" target="_blank" rel="noopener">https://www.psicologi-italia.it/psicologo/lombardia/milano/</a></p>
<h2>Terapia cognitivo comportamentale</h2>
<p>Proprio la terapia cognitivo comportamentale, nota anche con l’acronimo di CBT, è una delle più efficaci terapia per la comprensioni e quindi il trattamento dei disturbi psicopatologici. L’approccio della disciplina a queste patologie prevede lo studio di una serie di <strong>relazioni tra emozioni e comportamenti dell’individuo</strong>, in modo tale da evidenziare problemi emotivi.</p>
<p>La terapia cognitiva cerca di spiegare come spesso possa coincidere il recupero del senso comune: difatti, la teoria di base è quella legata all’importanza delle distorsioni cognitive e alla rappresentazione soggettiva della realtà. Secondo tale approccio, non sono gli eventi a creare e poi mantenere delle problematiche psicologiche e comportamentali, ma questi sono influenzati dalle strutture cognitive dell’individuo. Lo stesso filosofo Epitteto aveva parlato di questo tipo approccio. La psicoterapia cognitiva è la spiegazione dei disturbi emotivi con l’analisi di pensieri ed emozioni.</p>
<p><em><strong>Fonti</strong>: Castelfranchi C., Mancini F. e Miceli M. (2002), Fondamenti di cognitivismo clinico. Torino, Bollati Boringhieri.</em></p>
<p><strong>Disclaimer</strong>:<em> “Questi testi non vanno intesi come indicazioni di diagnosi e cura di stati patologici, pertanto è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico curante”.</em></p>
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		<title>Tutto quello che devi sapere sul mal di denti</title>
		<link>https://tieniminformato.it/quello-che-devi-sapere-sul-mal-di-denti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 11:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le patologie e i disturbi all’apparato orale non sono rare. Quello che viene comunemente chiamato “mal di denti”, può manifestarsi all’improvviso e le cause possono essere molteplici. Oltre ad essere molto fastidioso, il dolore ai denti è un importante campanello d’allarme che non va sottovalutato. Spesso il mal di denti, quando si intensifica, si irradia ... <a title="Tutto quello che devi sapere sul mal di denti" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/quello-che-devi-sapere-sul-mal-di-denti/" aria-label="Leggi di più su Tutto quello che devi sapere sul mal di denti">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le patologie e i <strong>disturbi all’apparato orale </strong>non sono rare. Quello che viene comunemente chiamato “<strong>mal di denti</strong>”, può manifestarsi all’improvviso e le cause possono essere molteplici. Oltre ad essere molto fastidioso, il dolore ai denti è <strong>un importante campanello d’allarme</strong> che non va sottovalutato. Spesso il mal di denti, quando si intensifica, si irradia anche alla testa provocando forti emicranie. Per questo, è fondamentale non appena si presenta il dolore ai denti andare subito da un <strong>dentista specializzato</strong> per capire quale sia il problema.</p>
<p>I medici specialisti riescono a fare una diagnosi basandosi su alcuni fattori importanti, come ad esempio, <strong>l’intensità del dolore, la localizzazione del dolore, la sua frequenza, cause che accentuano il dolore e sintomi che si aggiungono l dolore</strong>. Spesso, con il dolore, possono anche verificarsi altri sintomi, come sanguinamenti gengivali, febbre e alito cattivo.</p>
<p>In generale, quindi, è importante subito consultare un dentista per scoprire la cura principale del mal di denti e di conseguenza, la terapia giusta da seguire per risolvere il problema.</p>
<h2>Ogni sintomo ha la sua causa</h2>
<p>Solitamente, quando il dentista analizza la condizione del paziente intuisce subito la causa del problema, anche in base al tipo di dolore. Ad esempio, <strong>in casi di carie trascurate e in stato avanzato, il paziente avverte un forte dolore</strong>, soprattutto durante la masticazione.</p>
<p>Spesso invece, la causa del dolore e del gonfiore proviene dalle gengive. In questi casi, il paziente presenta <strong>una forte gengivite</strong>, cioè un’infiammazione che può celare una grave infezione. È importante quindi, intervenire subito per valutare l’entità del problema, visto che se l’infezione degenera, <strong>può anche verificarsi un ascesso dentale</strong>. Rivolgiti subito a degli esperti del settore come puoi vedere nel link che segue: <a href="https://www.dentistalorellopadova.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.dentistalorellopadova.it/</a>.</p>
<p>In alcuni casi, anche <strong>la sinusite può causare dolore e fastidio ai denti.</strong> Solitamente, questa problematica provoca un dolore intenso alle guance, ad occhi e fronte, dolore alla dentatura ed alito cattivo. Si tratta di un processo infiammatorio da non sottovalutare. Anche in questo caso, è importante rivolgersi tempestivamente ad un dentista.</p>
<h2>Ascesso dentale: informazioni sulla problematica</h2>
<p>Come abbiamo accennato, si tratta di <strong>un’infezione di origine batterica</strong> che solitamente si forma in conseguenza ad una cattiva igiene orale. In realtà, le motivazioni scatenanti l’ascesso dentale possono rivelarsi anche altre, ad esempio, una carie non curata adeguatamente, una devitalizzazione fatta male, un consumo eccessivo di alcol, fumo e cibi zuccherati, ecc.</p>
<p><strong>L’ascesso dentale è una delle principali cause del mal di denti </strong>e quando si presenta, è fondamentale consultare subito un dentista specializzato. I trattamenti e le terapie che vengono prescritte dal medico sono inizialmente di tipo antibiotico, poiché è necessario combattere immediatamente l’infezione in atto. Successivamente, il dentista può scoprire la vera causa dell’ascesso dentale.</p>
<p><strong>La prevenzione per le problematiche e per le infezioni dentali è importantissima</strong>. Per prevenire un forte mal di denti è fondamentale prestare sempre attenzione alla propria igiene orale. Inoltre, per prevenire l’ascesso dentale e altre problematiche dell’apparato orale è importante sottoporsi periodicamente a visite odontoiatriche dal dentista. In questo modo, è possibile ridurre il rischio di infezioni e disturbi dentali.</p>
<p><strong><em>Disclaimer</em></strong><em>:</em></p>
<p><em>“Questi testi non vanno intesi come indicazioni di diagnosi e cura di stati patologici, pertanto è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico curante”.</em></p>
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		<title>Emorroidi interne: di cosa si tratta e come gestirle</title>
		<link>https://tieniminformato.it/emorroidi-interne-di-cosa-si-tratta-e-come-gestirle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 12:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facciamo un po’ di chiarezza su un disturbo diffuso, del quale si conosce meno di quanto si crede: la malattia emorroidaria, cioè quella condizione in cui i cuscinetti o gavoccioli emorroidali si gonfiano, si infiammano e possono diventare sintomatici. “Ho le emorroidi”, questa espressione è diffusa ma non totalmente corretta. Scopriamo perché e cosa sono ... <a title="Emorroidi interne: di cosa si tratta e come gestirle" class="read-more" href="https://tieniminformato.it/emorroidi-interne-di-cosa-si-tratta-e-come-gestirle/" aria-label="Leggi di più su Emorroidi interne: di cosa si tratta e come gestirle">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo un po’ di chiarezza su un <strong>disturbo diffuso</strong>, del quale si conosce meno di quanto si crede: la <strong>malattia emorroidaria</strong>, cioè quella condizione in cui <strong>i cuscinetti o gavoccioli emorroidali si gonfiano, si infiammano e possono diventare sintomatici</strong>. “Ho le emorroidi”, questa espressione è diffusa ma non totalmente corretta. Scopriamo perché e cosa sono le emorroidi (o gavoccioli emorroidari) interne.</p>
<p><strong>È corretto affermare di “avere le emorroidi”?</strong></p>
<p>Il <strong>plesso venoso emorroidario</strong> è costituito da strutture che fanno fisiologicamente parte dell’anatomia del corpo umano. Le emorroidi o gavoccioli (o cuscinetti) sono <strong>piccoli gruppi di rigonfiamenti morbidi al tatto e altamente vascolarizzati</strong>, situati <strong>attorno al margine dell’orifizio anale</strong> (emorroidi di tipo esterno, visibili a un primo sguardo esteriore) o <strong>localizzati all’interno del canale ano- rettale</strong> (gavoccioli interni, non visibili se non con una specifica indagine anoscopica).</p>
<p>Questi cuscinetti anatomici <strong>non costituiscono motivo di preoccupazione</strong>, non sono patologici “da soli”, anzi: <strong>aiutano lo sfintere anale a contenere feci e gas</strong>, consentendo la normale evacuazione. Quando avvertiamo dolore, prurito o fastidio, significa che <strong>i cuscinetti sono infiammati</strong>, per tante ragioni differenti. Alcune di esse hanno a che vedere con certe nostre abitudini alimentari e comportamentali sbagliate. La <a href="https://www.proctosoll.it/proctosoll/">linea Proctosoll</a> ha un <strong>rimedio per ogni grado della patologia emorroidaria</strong>; inoltre, vedremo a breve come comportarci per attenuare i sintomi, in caso di disturbo conclamato, o prevenirne l’insorgenza, se ne siamo soggetti.</p>
<p><strong>Le emorroidi possono essere esterne o interne, capiamo di più</strong></p>
<p>Poco fa abbiamo accennato ai gavoccioli interni o esterni all’ano:</p>
<ul>
<li><strong>Gavoccioli o cuscinetti interni.</strong> Non sono individuabili a occhio nudo poiché situate all’interno dell’ano e rivestite di mucosa.</li>
<li><strong>Gavoccioli o cuscinetti esterni.</strong> Sono visibili al di sotto della cute intorno all’orifizio dell’ano e sono ricoperte da pelle.</li>
</ul>
<p>La malattia emorroidaria può riguardare sia le emorroidi interne sia quelle esterne. Quando le <strong>emorroidi </strong>sono <strong>infiammate</strong>, possono insorgere prurito, bruciore/dolore e talvolta sanguinamento. Potrebbe verificarsi anche la formazione di un <strong>coagulo di sangue</strong> (trombo) con conseguente gonfiore, infiammazione e dolore.</p>
<h3>In particolare, conosciamo le emorroidi interne</h3>
<p>Si sviluppano <strong>nella parte interna del canale ano- rettale</strong> e sono <strong>ricoperte della mucosa rettale</strong>. I cuscinetti interni si formano <strong>al di</strong> <strong>sopra dello sfintere</strong>, dunque non sono individuabili a uno sguardo esterno, ma solo tramite esami mirati.</p>
<p>I gavoccioli sono situati <strong>al di sopra della linea pectinea (o pettinea, o dentata</strong>, una linea ideale che divide il retto dall’ano). I cuscinetti emorroidali interni sono attraversati da <strong>fibre nervose che non trasmettono stimoli dolorosi</strong>. Per questa ragione, può capitare che le emorroidi patologiche non diano sintomi evidenti.</p>
<h2>Quali sintomi possiamo osservare in caso di disturbo emorroidario?</h2>
<p>Il quadro generale sintomatologico è vario e si può manifestare in maniera soggettiva, secondo il grado del nostro disturbo. Tuttavia, non sottovalutiamo queste condizioni, se persistenti:</p>
<ul>
<li><strong>Sensazione dolorosa/prurito/pizzicore</strong> durante l’espulsione delle feci.</li>
<li><strong>Sensazione di avere corpo estraneo</strong> all’interno dell&#8217;ano.</li>
<li>Avere l’impressione di non aver completato l’evacuazione (sono le emorroidi gonfie a provocare questa sensazione).</li>
</ul>
<p><strong> </strong>Non solo, potremmo anche notare piccole perdite ematiche (sangue rosso brillante), dopo l’evacuazione. Questa evenienza è dovuta alla rottura dei vasi emorroidari, riconducibile allo sforzo espulsivo: ricordiamo che i vasi sanguigni delle emorroidi infiammate sono molto fragili, e la cute infiammata è assottigliata e tende a rompersi con facilità.</p>
<p>Quando si parla di <strong>gavoccioli interni trombizzati</strong>, si fa riferimento a una complicanza riconducibile a un rallentamento della circolazione del sangue venoso emorroidario (<strong>stasi)</strong>.</p>
<p><strong>Cause e condizioni di incidenza del disturbo</strong></p>
<p>Vi sono tre condizioni di tipo meccanico che possono spiegare il processo infiammatorio e la comparsa della patologia:</p>
<ol>
<li>Il tessuto connettivo e muscolare, fibroso ed elastico del canale anale si indebolisce (si parla di “sfiancamento), non riesce più adeguatamente a sostenere il plesso emorroidario, e ciò può provocare lo scivolamento e la fuoriuscita dei gavoccioli interni all’esterno del canale anale: si parla, in questo caso, di emorroidi prolassate.</li>
<li>Il flusso sanguigno è alterato, a causa di un problema micro circolatorio: ciò può provocare ristagno venoso e rigonfiamento dei cuscinetti.</li>
<li>Traumi a danno della mucosa ano- rettale, soprattutto al momento dell’evacuazione di feci dure e secche (stitichezza) o anche a causa di sport che sollecitano eccessivamente il bacino o la zona perianale.</li>
</ol>
<p>Oltre a ciò, ulteriori <strong>condizioni </strong>possono <strong>promuovere la comparsa della malattia emorroidaria</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Variazioni ormonali dovute a condizioni fisiologiche (ciclo, </strong><a href="https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?id=4478&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=nascita"><strong>gravidanza</strong></a><strong>)</strong><em>.</em>Con il graduale accrescimento di ormoni come per esempio gli estrogeni e soprattutto il progesterone, avviene un complessivo rilassamento connettivale. Non solo: l’utero aumenta di volume e comprime i vasi sanguigni del pavimento pelvico, rallentando il ritorno del sangue venoso.</li>
<li><a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=null&amp;id=4963"><strong>Vita inattiva e sedentaria</strong></a><strong>.</strong>Può promuovere un aumento della pressione delle vene emorroidali, con una conseguente dilatazione e possibile infiammazione.</li>
<li><strong>Sforzi intensi e repentini</strong> possono causare reiterati traumi alle strutture che sostengono il canale anale, con la possibilità che compaia la malattia emorroidaria.</li>
</ul>
<h3>Come trattare e prevenire l’infiammazione emorroidale?</h3>
<p>Tra i <a href="https://tieniminformato.it/salute/">suggerimenti di salute e benessere</a>, anzitutto è opportuno inserire ortaggi, frutta, legumi e alimenti integrali nella dieta, se il nostro disturbo è dovuto a stitichezza: <strong>fibre e acqua</strong> favoriranno infatti la peristalsi dell’intestino. Inoltre, per migliorare la circolazione ed evitare il ristagno del sangue venoso, è opportuno condurre uno stile di vita dinamico, fare sport o contrastando la sedentarietà con qualche passeggiata quotidiana. Oltre a queste raccomandazioni, cerchiamo di lavarci con detergenti intimi diluiti e delicati, senza strofinare troppo con carta igienica o asciugamano, ma tamponando per non aggravare l’infiammazione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tieniminformato.it/emorroidi-interne-di-cosa-si-tratta-e-come-gestirle/">Emorroidi interne: di cosa si tratta e come gestirle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tieniminformato.it">Tieniminformato</a>.</p>
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